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Oggi, spinti dal nostro caro lettore Luciano, cominceremo un’approfondito viaggio nel mondo della conversione video. Molte volte ci capita di guardare o usare file in formato DivX, ma questo termine è usato spesso in modo non appropiato.

Da oggi, e negli articoli che seguiranno questo, parlaremo dei vari formati utilizzati per salvare e gestire filmati su PC, i codec da utilizzare, le caratteristiche dei filmati e i valori da conoscere. Questa guida vuole essere quasi un corso, spiegato in modo abbastanza semplice e aiutandosi con paragoni e esempi, per dare a tutti un infarinatura utile del mondo della conversione video.

Il DivX di cui parlavamo prima non è un formato video, infatti chi ha mai visto un file con estensione .divx? Il DivX è un CODEC, ossia un programma o un dispositivo che codifica o decodifica un segnale digitale per poterlo salvare su un supporto o archiviato su hard disk. DivX è solo il più famoso, ma non l’unico, oggi infatti presenteremo vari tipi di codec video: DivX, XviD, MPEG-4,H.264. A questi vanno poi aggiunti i codec audio, altrettanto indispensabili.

Il DivX è un codec che permette di ottenere filmati che occupano poco spazio e con canale audio in MP3. Nasce da un codice Microsoft, lo stesso codice che porterà poi al MPEG 4, ripulito e lavorato da un hacker a fine anni ’90. Si potrebbe quindi definire “il cuginastro” dell’ MPEG-4. Il formato DivX garantisce risultati soddisfacenti e dimensioni ridotte, ma non avendo una licenza totalmente gratuita (con il tempo da prodotto di nicchia è diventato “proprietario”) ha permesso la nascita di altri standard per la codifica, alcuni dei quali più moderni e più performanti.

Nell’evolversi del progetto DivX, dai laboratori sotterranei del castello uscì un figliastro che avrebbe in futuro avuto un gran successo. Riprendendo un lavoro a base del codec DivX 5 nacque per mano di un gruppo indipendente di sviluppatori un nuovo codec, chiamato poi XviD (con chiaro richiamo al DivX). Il progetto venne poi tramutato in un open source e con il passare degli anni accrebbe sempre più il suo successo per varie migliorie, su tutti la compatibilità con sistemi Linux, la miglior qualità video a parità di bitrate rispetto al DivX e il minor impegno della CPU.
Ovviamente anche l’XviD ha una base simile al MPEG-4 essendo nato da DIvX.

l’MPEG è il codec per eccellenza, il più usato (soprattutto per l’audio con l’MP3)  per creare file video o sonori molto compressi ma in grado di fornire qualità decente, e come base di tutti gli altri codec di cui parliamo qui. Ciò non implica che sia il migliore, certo. l’MPEG-4 è utilizzato per la conversione di formati video mantenendo un basso bitrate e gestendo sia flussi video che audio in pochissimo spazio. La qualità non eccelsa di questo codec ha ottenuto netti miglioramenti con la nascita del MPEG-4 AVC.

Quest’ultimo codec, comunemente conosciuto come H.264 è stato ideato da Apple con intenti chiari nel mondo di internet. Rispetto al normale MPEG-4 ci sono miglioramenti davvero rilevanti, a partire da una qualità migliore a un bitrate minore (meno bit di scambio dati avendo comunque una migliore qualità) e un efficenza di compressione migliorata del 50%. Questo standard è molto usato per il broadcasting e per la HDTV, la Sony PSP, il Blu-ray e l’iPhone

Quanta teoria vero? Certamente un articolo noioso, ma conoscendo questi 4 codec (i più importanti, poi sono molti di più) si può avere una più ampia idea di come questo mondo sia ampio e tutto imparentato, solo di questi 4 si potrebbe fare un albero genealogico degno di Beautiful!



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Come dicevamo prima però i codec che gestiscono il flusso video non sono soli, servono anche i codec che gestiscono quello audio. I più usati? Sicuramente il famoso MP3, il AAC, l’AC3, il DTS, il Vorbis, il FLAC…

l’MP3 è un’altra branca del MPEG, questa volta esclusivamente audio, che permette di comprimere moltissimo un file audio perdendo qualità ma mantenendo comunque un livello accettabile, lavorando però sempre e solo con un massimo di 2 canali. Molto usato nei lettori musicali dove è usato proprio come file vero e proprio, questo metodo di decodifica non è assolutamente il migliore! Diciamo che per una serie di compromessi è quello che ha avuto più possibilità di avere successo.

Diretto rivale dell’MP3 è il AAC, anche lui uscito da una branca MPEG (e incluso ufficialmente nel MPEG-4) che garantisce le stesse dimensioni ridotte dell’MP3 ma una migliore qualità. Una compressione in AAC a 128 kbps equivale infatti a una compressione in MP3 a 175 kbps. Ciò significa che i file risultano meno compressi ma ugualmente piccoli, grazie alla migliore codificazione.

Un altro algoritmo interessante è il VORBIS, già interessante di per se per il fatto che sia open source. Il VORBIS permette rispetto all MP3 di avere migliore qualità soprattutto sia sulle alte che sulle basse frequenze, permette la gestione multicanale (fino a 7), e una leggerezza certamente apprezzabile. A valori di bitrate medi (fra 64 e 128 kbps) fornisce prestazioni migliori sia di AAC che MP3), ma anche a basso bitrate batte i diretti concorrenti. Ad alto bitrate ne differenze non si notano nemmeno più… Certamente l’OGG VORBIS è un codec interessante, che sta avendo sempre più successo.

Anche molto interessante è invece il FLAC, anch’esso open source, permette un codifica senza perdita di informazioni audio e livelli di compressione anche nell’ordine del 50%. Ovviamente meno si comprime meglio è, infatti se si esagera la qualità ne risente anche per un orecchio non esperto. Fra le altre possibilità, quella di includere addirittura 8 canali!

Quando apriamo un DVD e lo svisceriamo, troviamo però l’audio compresso in due modi: AC3 e DTS. Quali sono le differenze fra i due? Entrambe le codifiche supportano il multicanale 5.1 e sono quindi perfette per l’home theatre e il cinema. Il DTS supporta fino a 7 canali e, essendo stato introdotto dalla Universal Picture, ha ampio utilizzo prevalentemente in ambito cinematografico. la scelta fra i due, quando si parla di conversioni e codifiche “casalinghe” cade però sempre sull’AC3, sia per la minor memoria occupata, sia per la maggior compatibilità con sistemi audio comuni come casse del PC, della TV etc.

Ora, conoscendo meglio i codeca si può decidere quale usare in base ai propri interessi, e domani parleremo dei maggiori formati “contenitori” di flussi audio-video esistenti.

A presto!

TUTTA LA GUIDA ALLA CONVERSIONE VIDEO

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Una rispsota to “Guida alla conversione video, conoscenza con i CODEC”

  1. molto interessante questo articolo, mi sono chiarito qualche dubbio ;-)

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