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Un nuovo sisma, forte quasi come quello della notte tra domenica 5 e lunedì 6 aprile 2009, ha ancora atterrito l’Abruzzo. C’era addirittura chi aveva previsto quella scossa. Il dubbio adesso è: i terremoti si possono prevedere o no?

Ci sono sostanzialmente due correnti di pensiero, chi dice che si possono prevedere e chi invece sostiene che sia impossibile. Ma cerchiamo di conoscere meglio Giampaolo Giuliani, colui che aveva previsto il terremoto, ma venne poi denunciato per procurato allarme. Purtroppo le sue previsioni si rivelarono esatte.





Quale tecnica utilizza Giampaolo Giuliani per prevedere i terremoti? Utilizza il Radon. Si tratta di un gas radioattivo nobile: studiando le sue emissioni si puo’ prevedere un terremoto. I primi studi risalgono al 1966, quando in Uzbekistan i livelli di gas nell’acqua dei pozzi salirono in maniera vertiginosa dopo un tremendo terremoto. Per questo si sviluppo’ la teoria secondo la quale la concentrazione di Radon puo’ essere un ottimo indicatore di un sisma che sta per verificarsi.

Vediamo allora anche questa intervista a Giampaolo Giuliani:




C’è chi, invece, sostiene che non sia possibile in alcun modo prevedere un sisma. Di questo parere è Alberto Marcellini, sismologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dello stesso parere è la Protezione Civile.

Si può ipotizzare il verificarsi di un terremoto solo in termini statistici, tenendo conto del territorio e del tipo di eventi. Ci stiamo provando addirittura coi satelliti, stiamo finanziando assieme all’Asi (Agenzia spaziale italiana) degli studi, ma siamo ancora ben lontani dalla possibilità di previsioni specifiche“ il commento del vice Capo della protezione Civile.




Esistono 4 tipi di predizione:

1. Eventi indipendenti nel tempo, indagati su base statistica e sull’osservazione di eventi precedenti;
2. eventi legati alla variabile tempo e in questa prospettiva valutati;
3. eventi prevedibili in base a determinati segnali (il radon, ad esempio);
4. eventi del tutto prevedibili nel tempo e nello spazio, e in grado di lasciare il tempo ai provvedimenti di evacuazione.


In questi momenti tutti ci poniamo delle domande. Abbiamo bisogno di informarci per capire se anche noi, nel posto dove abitiamo siamo a rischio sisma. Diventiamo tutti un pò sismologi. In questo articolo “Come monitorare i fenomeni sismici in tempo (quasi) reale” possiamo capirne di più.

Ringrazio il blog haisentito.it per questo articolo che ho riportato quasi pedestremente per la sua completezza di informazioni.

E ancora un pensiero a tutte le persone che stanno soffrendo per un qualcosa che non è direttamente gestibile dall’uomo.


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